Medicina del lavoro
Sanzioni in medicina del lavoro
Chi non nomina il medico competente o non gestisce la sorveglianza sanitaria rischia l’arresto o l’ammenda, oppure una sanzione amministrativa.
Oppure chiama 095 551931 (Catania) o 06 44291413 (Roma)

- Riferimento
- D.Lgs. 81/2008, artt. 55 e 170
- A carico di
- Datore di lavoro e dirigenti
- Importi
- Rivalutati per le violazioni dal 6 ottobre 2023
Obblighi del datore di lavoro
Al datore di lavoro spetta attivare la sorveglianza sanitaria: nominare il medico competente e indicarne il nome nel documento di valutazione dei rischi. La nomina è un obbligo anche dei dirigenti e si può delegare: le sanzioni riguardano sia il datore di lavoro sia i dirigenti.
Spesso la nomina manca perché non si sa che alcune mansioni comportano l’obbligo. Oltre ai rischi più evidenti, come polveri, rumore, vibrazioni, radiazioni, agenti chimici, biologici e cancerogeni o la movimentazione manuale dei carichi, l’obbligo riguarda anche:
- gli impiegati che usano il videoterminale in modo sistematico o abituale per 20 ore settimanali, pause escluse
- gli addetti al lavoro notturno
Sanzioni previste
| Obbligo | Articolo | Sanzione |
|---|---|---|
| Nominare il medico competente | Art. 18, comma 1, lett. a) | Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda |
| Mandare i lavoratori a visita entro le scadenze e chiedere al medico competente di rispettare i suoi obblighi | Art. 18, comma 1, lett. g) | Ammenda da 2.847,69 a 5.695,36 euro, doppia oltre 5 lavoratori e tripla oltre 10 |
| Comunicare tempestivamente al medico competente la fine del rapporto di lavoro | Art. 18, comma 1, lett. g-bis) | Sanzione amministrativa da 711,92 a 2.562,91 euro |
| Non assegnare alla mansione chi non ha il giudizio di idoneità | Art. 18, comma 1, lett. bb) | Sanzione amministrativa da 1.423,83 a 6.407,28 euro |
| Sottoporre a sorveglianza sanitaria chi movimenta carichi a mano | Art. 168, comma 2, lett. d) | Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 3.559,60 a 9.112,57 euro |
Per la mancata nomina l’importo dell’ammenda non è indicato perché l’Ispettorato nazionale del lavoro non ha ancora chiarito se va rivalutato.
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